Camionista uno stile di vita

Nella vita fare un lavoro che piace vuol dire essere fortunati, ma se è anche la tua passione allora ci si può ritenere dei miracolati. Io posso ritenermi tale, amo il mio lavoro nonostante le sue innumerevoli difficolta, il mio è un mestiere  particolare:  non è il classico lavoro tra quattro mura dalle otto alle diciassette, ma, nonostante tutti i regolamenti che lo condizionano,  è ancora una scelta di vita in cui ci si può trovare a fare orari completamente diversi da un giorno all’altro, che ti tiene lontano da casa a volte per giorni e giorni, che non ti permette alla fine turno di incontrare gli amici per un aperitivo o una seduta in palestra, tutte cose che vengono sacrificate all’insegna di uno stile di vita completamente diverso da quello della maggior parte della gente.
Non mi voglio dilungare con i sacrifici che questo mestiere comunque comporta e che non sono pochi, ma voglio parlare delle emozioni che mi da, delle soddisfazioni, della conoscenza che si acquisisce viaggiando da una regione all’altra, da uno stato all’altro.
Che prezzo ha veder sorgere il sole ogni giorno in un luogo diverso? E a sera vederlo tramontare a centinaia di chilometri di distanza?  Che soddisfazione è portare a termine ogni viaggio con la consapevolezza di aver fatto tutto nel migliore dei modi? E poi girando e rigirando scoprire usi e costumi delle persone, rendersi conto che in certe  regioni c’è anche chi fatica a darti un’informazione mentre in altre c’è chi è disposto ad accompagnarti fino alla tua meta perché è più facile che spiegartelo. Sapere dove ti condurrà una strada, cosa aspettarti dietro la prossima curva, desiderare di arrivare in quel  particolare ristorante che prepara quella particolare specialità…
Perché quando hai finito le ore di guida giornaliere e ti ritrovi fermo nel piazzale di un ristorante a bordo del tuo camion, circondato da altri camion, in attesa dell’orario per poter andare a cenare non c’è niente di più che potresti desiderare in quel momento.
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